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CENNO STORICO COROGRAFICO ED ECONOMICO CAVALLIRIO, Comune in provincia di Novara. Si trova a 367 metri sul livello del mare e dista 34 Km. dal Capoluogo di Provincia. La popolazione, al censimento del 1991, è di 1012 abitanti. La Compagnia dei Carabinieri è di Arona; la Stazione dei Carabinieri a Romagnano Sesia. Il Tribunale è a Novara; a Borgomanero si trovano la sezione distaccata del Tribunale e gli Uffici del Giudice di Pace, oltre che gli uffici dell'Agenzia delle Entrate. La Conservatoria dei Registri Immobiliari è a Novara. La Stazione Ferroviaria più vicina è a Prato Sesia sulla Linea Novara - Varallo; mentre quella più importante è a Romagnano Sesia sulle linee Torino - Santhià e Novara - Varallo. Il Distretto Militare è a Torino. Centro agricolo dell’alto Novarese, situato alle propaggini meridionali delle colline che separano le Valli del Fiume Sesia e del Torrente Agogna. L’abitato è formato dalle contrade di: Piatè, Cademarco e Suloro che si allineano alle pendici del colle e dalla Villa e Caditogno, in piano a Sud-Est. CENNI STORICI ED ARTISTICI In regione Suloro di Cavallirio fu trovata nel secolo scorso un'ara votiva romana dedicata a Mercurio lucrorum potenti e alle Matrone, trasferita poi a Cavaglietto in casa Maggiotti (ora Municipio, dove è ancora visibile). Anche il nome di Cavallirio è stato ricondotto tradizionalmente a quello del cavallo, animale che perciò figura sullo stemma comunale. Alcuni studiosi ipotizzano che l'origine del nome, risalga a Curticella de cavalli regis, citato nel diploma di Corrado II (1025) per il Vescovo di Novara e che si trattasse di una località in cui si allevavano "i cavalli del Re" (ossia dei sovrani barbarici), anche per la presenza della località Stoccada (dal germanico Studegarde ovvero recinto per cavalli). Il villaggio nel 1028 fu confiscato da Corrado il Salico ai sostenitori dello sconfitto re Arduino e assegnato al Vescovo di Novara Pietro III, passò poi ai Marchesi di Romagnano nel 1163, come è testimoniato dal diploma di Federico I in cui è citato come "villa Cavaler". Dal 1407 fu feudo dei Barbavara, discendenti dei Conti di Castello, poi unito al Marchesato di Romagnano nel 1441. Dopo alterne vicende e altrettanti cambi di proprietà, l'imperatore Carlo V provvide a infeudare Cavallirio, insieme a Borgomanero, Biandrate, Ghemme e Carpignano al cardinale Mercurino Arborio di Gattinara con atto 19 maggio 1529. Passato al nipote Giorgio, per lascito testamentario, alla sua morte la successione venne contestata e i Marchesi di Romagnano ne riottennero il possesso. Il territorio subì ulteriori cambi di possessori, tra cui il cardinale Carlo Borromeo, finché nel 1585 il feudo di Romagnano (e quindi anche Cavallirio) fu devoluto alla Corona di Spagna, che, smembrandolo della Colma e di San Germano Vercellese, lo diede in vendita il 17 maggio 1588 a Giovanni Battista Serbelloni. Questa famiglia ne rimase in possesso sino al 1802. Dell'epoca medievale rimane la chiesa di San Germano isolata nella brughiera, documentata come appartenente a Romagnano nel secolo XII, la cui parte inferiore delle murature è assegnabile alla prima metà del secolo XI e conserva intatto il paramento esterno dell'abside, con la cornice ad archetti pensili a coppie scandite da lesene. La chiesa di San Gaudenzio, la cui esistenza è testimoniata da un documento del 1498, diventa parrocchia di Cavallirio il 13 luglio 1563, separandola da Romagnano. La parrocchiale fu poi ricostruita a tre navate nei primi anni del Settecento; custodisce altari marmorei ( i due laterali sono del 1778, dello scultore Giudice), alcune tele di Andrea Miglio (del 1846 - 1847) e un quadro del pittore Velatta di Cellio (San Gaudenzio, nel coro, del 1816); restauri e abbellimenti alla chiesa si ebbero nel 1893. L'armadio di sacrestia proviene dal convento dei cappuccini di Romagnano, soppresso in età napoleonica. Notevoli sono gli affreschi del XVIII secolo presenti all'interno dell'Ossario, posto all'esterno della Chiesa Parrocchiale. L'oratorio dell'Assunta fu costruito nel 1616; l'altare marmoreo è del 1753, mentre l'ancona lignea dorata risale al 1668. Nel 1770 sorse l'oratorio di San Rocco, a tutt'oggi di proprietà privata e contenente affreschi di Lorenzo Peracino. Sulle colline in posizione parallela tra loro e volte verso il paese si ergono le "Tre Madonnine", dipinti risalenti alla metà dell'Ottocento e restaurate a metà del Novecento, che sono da considerarsi, con San Germano, uno dei simboli di Cavallirio. Nel punto più alto del paese (404) metri sorgono i resti di una torre, ricostruita su resti presumibilmente dei secoli XII - XIII. Si segnala ancora l'antica casa parrocchiale del XVI secolo, sita nel cantone Suloro, che presenta tre meridiane datate secolo XVII. ARTISTI SARTORIO Giuseppe Scultore (Boccioleto 1854 - Mar Tirreno 1922). E’ uno dei più noti scultori valsesiani della fine dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento, con Belli, Carestia, Debiaggi e Lusardi. ECONOMIA Un tempo era principalmente l’agricoltura: l’uva, seguita dal mais, patate e foraggi ( allevamento bestiame). Ora le attività tradizionali del paese, concentrate principalmente a sud sulla direttrice Romagnano - Borgomanero, sono allevamento dei cinghiali, industrie chimiche, metalmeccaniche e alimentari (produzione di gorgonzola e toma). Un capitolo a parte merita la produzione del vino che imprenditori locali tendono a riproporre soprattutto come vino di qualità (Boca DOC), ripopolando i vigneti sulle colline. ALTRE NOTIZIE Il Patrono del paese è S. Gaudenzio, festeggiato il 22 Gennaio di ogni anno. Altra festività molto sentita è quella legata a San Germano che si celebra nell’omonima chiesa il 31 luglio. PARCHI La parte nord del Paese è inserita nella zona di salvaguardia del Parco Naturale del Monte Fenera, istituito nel 1987. Mentre una piccola parte a sud è inserita nella Riserva Naturale orientata delle Baragge, istituita nel 1992. BLASONATURE DELLO STEMMA E DEL GONFALONE Lo Stemma usato da almeno cinquant’anni dal Comune e pubblicato in note opere storiche come “Città e Paesi d’Italia” della De Agostini ricorda le antiche mandrie di cavalli esistenti nel comprensorio intorno al 1000; nei grappoli d’uva i celebri vini bianchi e rossi di Cavallirio. Ora, invece, con decreto del Presidente della Repubblica n.4185 del 25 settembre 1989 lo Stemma ed il Gonfalone del Comune sono i seguenti: Stemma: partito di rosso e di azzurro, al cavallo spaventato, rivoltato, attraversante, d’argento. Ornamenti esteriori da Comune.
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