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Personaggi illustri

Il Cavallirese dell'anno

Si tratta di un riconoscimento conferito a chi con la propria attività abbia dato lustro a Cavallirio; premio ideato dal'Associazione Culturale "Al Rundò" che viene assegnato, ogni due anni, da una giuria composta dai rappresentanti di tutte le associazioni del paese.

Il premio è andato a:

Sergio Barbaglia nel 2006 per i riconoscimenti avuti come produttore di vini (miglior vino bianco della Provincia) e per l'attività nel reimpiantare le viti autoctone sul territorio comunale;

Giacomo Calderini nel 2008 per la costante attività nel promuovere e supportare varie manifestazioni ed eventi con l'intento di dar maggior lustro a tutto il paese;

Oliviera Calderini nel 2010 per le pubblicazioni inerenti al nostro Comune, per l'attività di archeologa e per l'incarico, dal 2000, di Presidente del Parco del Monte Fenera.

Giacomo Cavallazzi nel 2012 per l'attività di volontariato nelle associazioni del paese ed in collaborazione con il Comune.

I “vecchi” personaggi..

Basilio Calderini

Avvocato (1847 - 1934). Fu presidente della Deputazione Provinciale di Novara dal 1910 al 1923 e Presidente del Club Alpino Italiano dal 1919 al 1921. A lui si deve la costruzione della strada che congiunge Borgomanero con Prato Sesia (S.P. 31).

Renzo Martinetti

Pittore (Cavallirio 1919- Milano 2008) si era trasferito in giovane età a Milano per diplomarsi alla Scuola d'Arte. E' stato pittore e scenografo alla Rai ma, contemporaneamente, ha sviluppato un'intensa attività artistica insegnando anche dal 1961, e per quarant'anni, alla Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco. Ha lavorato come pittore - decoratore e con i suoi originali "graffiti" ha decorato residenze storiche milanesi tra cui lo studio del Cardinal Martini, la Casa di riposo per musicisti "Giuseppe Verdi" e il Museo dei Navigli. L'intensa attività professionale non gli ha mai fatto dimenticare le sue origini: Cavallirio, infatti, è sempre stata fonte d'ispirazione per i suoi lavori di pittura incentrati sul paesaggio di natura e i luoghi della memoria, pensando con nostalgia ai prati, ai campi, agli alberi e alle colline, alla vendemmia, alla cerca dei funghi e agli scorci caratteristici del suo paese. Ricordi che Martinetti ha affidato agli acquerelli con discrezione, riguardo, affetto, tipici del suo comportamento, umano e di squisita sensibilità. Nel 2003 fu premiato dal Comune per "l'appassionata opera di recupero e restauro di beni artistici del paese " tra cui spiccano l’edicola votiva, con l'Annunciazione che sorge in località Langora accanto al campo sportivo e la cappella di S. Antonio. L'estremo omaggio alla sua terra risale al 2006: al "Rundò" Matinetti espone quarantacinque quadri ad acquerello di soggetto cavallirese, pensati per fissare negli occhi e nella memoria un'immagine del paese che andava sempre più sbiadendo, dimenticata e sostituita con altre, forse meno poetiche:" Cavallirio com'era e com'è" con i suoi 'simboli' - le Madonnine, i Casotti delle vigne, la Torre - ma anche boschi, vigne, campi coltivati e angoli caratteristici dell'abitato.

Giuseppe Sartorio

Scultore (Boccioleto 1854 - Mar Tirreno 1922). E' uno dei più noti scultori valsesiani delle fine Ottocento e primi anni del Novecento. Studiò a Varallo ed all'Accademia Albertina di Torino ed infine, dopo aver vinto la pensione del Collegio Caccia di Novara, frequentò a Roma l'Accademia di S. Lucia. Tenne studio a Torino, Roma e soprattutto a Cagliari, dove a lui si deve il monumento ai Caduti per l'Indipendenza italiana, sue opere che si trovano sull'isola sarda sono il monumento a Quintino Sella (Iglesias), a Felice Giordano (Corongius), a Cristoforo Colombo e Vittorio Emanuele II (Sassari). A Roma si conserva di lui la statua del Gesù orante posta nell'atrio della Scala Santa al Laterano. In Piemonte sono sue opere il busto di Garibaldi, di Giovanni Toselli (1889) ed il Monumento all'architetto Bono (1894) ubicato a Cuneo, il ritratto del teologo prof. Vittore Testa presso l'Ospedale S. Luigi di Torino, il monumento dedicato a Gustavo Ponza di San Martino a Dronero, il busto del Canonico Sottile alla Colma di Valduggia (1893) e quello a Gian Giacomo Massarotti a Varallo (1900) ove, alla locale Pinacoteca, si conserva anche il modello in gesso. Un modello in gesso, realizzato dall'artista verso il 1905, raffigurante il lavoro, è costudito presso la Sala Consiliare di Cavallirio. Lo scultore scomparve a 68 anni, in circostanze mai chiarite, nella notte tra il 19 ed il 20 settembre 1922, dal traghetto che lo trasportava da Cagliari a Civitavecchia.

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