first_image
Immagine

Storia

CENNI STORICI

In regione Suloro di Cavallirio fu trovata nel secolo scorso un'ara votiva romana dedicata a Mercurio lucrorum potenti e alle Matrone, trasferita poi a Cavaglietto in casa Maggiotti (ora Municipio, dove è ancora visibile). Anche il nome di Cavallirio è stato ricondotto tradizionalmente a quello del cavallo, animale che perciò figura sullo stemma comunale. Alcuni studiosi ipotizzano che l'origine del nome, risalga a Curticella de cavalli regis, citato nel diploma di Corrado II (1025) per il Vescovo di Novara e che si trattasse di una località in cui si allevavano "i cavalli del Re" (ossia dei sovrani barbarici), anche per la presenza della località Stoccada (dal germanico Studegarde ovvero recinto per cavalli). Il villaggio nel 1028 fu confiscato da Corrado il Salico ai sostenitori dello sconfitto re Arduino e assegnato al Vescovo di Novara Pietro III, passò poi ai Marchesi di Romagnano nel 1163, come è testimoniato dal diploma di Federico I in cui è citato come "villa Cavaler". Dal 1407 fu feudo dei Barbavara, discendenti dei Conti di Castello, poi unito al Marchesato di Romagnano nel 1441. Dopo alterne vicende e altrettanti cambi di proprietà, l'imperatore Carlo V provvide a infeudare Cavallirio, insieme a Borgomanero, Biandrate, Ghemme e Carpignano al cardinale Mercurino Arborio di Gattinara con atto 19 maggio 1529. Passato al nipote Giorgio, per lascito testamentario, alla sua morte la successione venne contestata e i Marchesi di Romagnano ne riottennero il possesso. Il territorio subì ulteriori cambi di possessori, tra cui il cardinale Carlo Borromeo, finché nel 1585 il feudo di Romagnano (e quindi anche Cavallirio) fu devoluto alla Corona di Spagna, che, smembrandolo della Colma e di San Germano Vercellese, lo diede in vendita il 17 maggio 1588 a Giovanni Battista Serbelloni. Questa famiglia ne rimase in possesso sino al 1802.

BLASONATURE DELLO STEMMA

Lo Stemma usato da almeno cinquant'anni dal Comune e pubblicato in note opere storiche come "Città e Paesi d'Italia" della De Agostini ricorda le antiche mandrie di cavalli esistenti nel comprensorio intorno all'anno mille e nei grappoli d'uva i celebri vini bianchi e rossi di Cavallirio. Ora, invece, con decreto del Presidente della Repubblica n. 4185 del 25 settembre 1989 lo Stemma è costituito, secondo la definizione del sopraccitato decreto da "partito di rosso e di azzurro, al cavallo spaventato rivoltato, attraversante, d'argento". Lo stemma è cinto da un serto di fronde d'alloro e di quercia e sovrastato da una corona civica turrita.

GONFALONE

Drappo partito di azzurro e rosso riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello Stemma sopra descritto con l'iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolori dai colori nazionali frangiati d'argento.

EDIFICI STORICI ED ARTISTICI

La Chiesa Parrocchiale ricostruita a tre navate nei primi anni del Settecento costudisce altari marmorei (i due laterali sono del 1778, dello scultore Giudice), alcune tele di Andrea Miglio (del 1846 - 1847) e un quadro del pittore Velatta di Cellio (San Gaudenzio, nel coro, del 1816); restauri e abbellimenti alla chiesa si ebbero nel 1893. L'armadio di sacrestia proviene dal convento dei cappuccini di Romagnano, soppresso in età napoleonica.

Notevoli sono gli affreschi del XVIII secolo presenti all'interno dell'Ossario, posto all'esterno della Chiesa Parrocchiale.

L'Oratorio dell'Assunta fu costruito nel 1616; l'altare marmoreo è del 1753, mentre l'icona lignea dorata risale al 1668.

Nel 1770 sorse l'Oratorio di San Rocco, a tutt'oggi di proprietà privata e contenente affreschi di Lorenzo Peracino.

Sulle colline in posizione parallela tra loro e volte verso il paese si ergono le "Tre Madonnine", dipinti risalenti alla metà dell'Ottocento e restaurate a metà del Novecento, che sono da considerarsi, con la chiesetta di San Germano, uno dei simboli di Cavallirio. Quest'ultima, isolata nella brughiera, documentata come appartenente a Romagnano nel secolo XII e la cui parte inferiore delle murature è assegnabile alla prima metà del secolo XI, conserva intatto il paramento esterno dell'abside, con la cornice ad archetti pensili a coppie scandite da lesene.

A 469 metri sul livello del mare, in posizione dominante e strategica, si trovano i resti della Torre di Cavallirio. Si ipotizza che la torre più antica risalga al secolo XI -XII e che, dopo il crollo, fosse stata riedificata intorno al secolo XVII. Sulle colline, nei luoghi degli antichi vigneti, si ergono i casotti o cascinotti della vigna: si tratta di strutture di modeste dimensioni a pianta quadrata o rettangolare, con uno o più locali divisi su due piani, edificati a partire dal 1800. Sono generalmente collocati nella zona più alta della collina coltivata, oppure addossati al terreno con un ingresso in facciata ed uno retrostante per il piano superiore. Vennero inizialmente utilizzati come ricoveri per attrezzi o fieno, solo successivamente anche come seconda dimora oer i contadini che, durante la stagione produttiva, trascorrevano la maggior parte della giornata nel vigneto. La denominazione del casotto poteva derivare dall'appartenenza familiare oppure indicare una particolare caratteristica o un simbolo quale , ad esempio, la mezzaluna o la bottiglia, legata al buon augurio o all'abbondanza dei raccolti. Oggi, percorrendo i sentieri del parco del Fenera che conducono nella zona della Torre, si incontrano le edicole votive delle Tre Madonnine e i Casotti del Col dal Perincioli, il Casin ross, il Casott dla butèglia, quello dla Stèlla e dla Mèzaluna per finire con il casotto Salerno (di proprietà comunale).

14
ImmagineImmagine
Immagine

Calendario eventi
<< Aprile 2017 >>
L M M G V S D
27 28 29 30 31 1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
impresa
atl
meteo
disoccupati